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La disciplina delle misure cautelari tra principi costituzionali e garanzie della Convenzione europea dei diritti dell’uomo

L’obiettivo della ricerca è esplorare i mutamenti subiti dalla disciplina delle misure cautelari e, più in particolare, della custodia cautelare alla luce delle recenti riforme in tema di sicurezza. L’idea è che l’attuale impiego – generalizzato e automatico – della detenzione provvisoria per peculiari tipologie di reato (reati comuni) si ponga in seria contraddizione con i principi fondamentali dell’ordinamento: presunzione d’innocenza e libertà personale. L’analisi si soffermerà, più specificamente, sui meccanismi d’inversione dell’onere della prova ex art. 275 c.p.p. in sede di applicazione degli strumenti coercitivi, nonché sullo studio della giurisprudenza della Corte europea dei diritti dell’uomo in materia di durata ragionevole della detenzione provvisoria. Di qui, si cercherà di dimostrare i seri sospetti di legittimità costituzionale che pesano sull’odierna disciplina delle misure cautelari, anche alla luce delle statuizioni della Corte di Strasburgo, secondo quanto si ricava dalle sent. cost. 347 d 348 del 2007.