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La nozione di contratto nel dcfr e nei progetti di riforma del diritto francese delle obbligazioni: contratto a formazione unilaterale e promessa unilaterale

Diversamente da altri strumenti di soft law, quali i Principi Unidroit e i PECL, il Draft Common Frame of Reference -Principles, definitions and model rules of european private law: draft common frame of reference (DCFR), prepared by the Study group on a european civil code and the Research group on EC private law (Acquis group), edited by C. von Bar and E. Clive, Munich, Sellier, European Law Publishers, 2009- si assegna l’ambizioso compito di ispirare i progetti di armonizzazione del diritto europeo in una prospettiva olistica. E’ noto come, muovendo dalla “call” della Commissione europea del 2003 ( Action Plan on A More Coherent European Contract Law , COM (2003) final, OJCE C 63/1), lo Study Group nelle sue elaborazioni abbia valicato il limite del diritto dei contratti, estendendo la propria proposta al diritto generale delle obbligazioni. Rispetto a tale approccio sono stati avanzati numerosi rilievi, in ordine sia ad alcune scelte di sistema, sia alla utilità ed opportunità di una prospettiva che va ben oltre il corpus del diritto privato europeo, così come è stato disegnato dal diritto secondario nel rispetto delle competenze. E’ comunque indubbio che la valenza del progetto DCFR abbia favorito un ampio confronto dottrinale, sia nell’ambito del diritto europeo, sia in quello di alcune tradizioni giuridiche nazionali: si è così enfatizzato l’aspetto della mancanza di coerenza del diritto contrattuale europeo, pur non apparendo del tutto trascurata la percezione della consapevolezza, presente in alcune realtà nazionali, della necessità di una estesa e profonda revisione del diritto positivo. Emblematico, in tal senso, è il caso della Francia. Sollecitata dall’esperienza tedesca di revisione del Libro II del BGB (2002), ispirata dalla pubblicazione dei PECL (1998), la dottrina francese più avvertita ha operato in modo deciso, concentrandosi nell’ideare una proposta di riforma del Libro III del Code Civil. Proposta poi seguita da una serie di progetti, tutti di riforma del Libro III. Di tale esperienza si sono dimostrati avvertiti i redattori del Draft, come risulta nelle sue parti ricche di riferimenti, oltre che al dato di diritto positivo, anche alle risultanze delle nuove esigenze affermate nei progetti sopra detti. Scopo della ricerca è esaminare l’impatto del DCFR sul diritto francese e sui progetti di riforma del libro III, del Code civil, per valutare se la proposta contenuta nel Draft rappresenti semplicemente una sistemazione dogmatica, o se, invece, essa vada ad incidere sul concetto stesso di contratto come negozio a formazione necessariamente bilaterale. Infatti, se si guarda alla tecnica definitoria utilizzata dal Draft e se la si compara con altre tecniche usate nei codici continentali, ad esempio quello francese e quello italiano, si deve osservare come il Draft abbia inteso, con l’art. II – 1:101, non già elencare tutti gli elementi costitutivi necessari affinché possa esser accertata l’esistenza di un (valido) contratto, quanto piuttosto enucleare l’unico elemento costitutivo (o gli unici elementi costitutivi) che non possono mancare affinché un contratto esista, fatta salva la necessità, mutevole a seconda dei singoli contratti, di altri elementi. Il DFCR sceglie, insomma, di presentare sin da principio il genotipo contrattuale prescelto, identificandolo, appunto, nell’accordo, nel consenso. La prima domanda alla quale la ricerca intende rispondere è: da dove origina la posizione assunta dai redattori del DCFR, sia quanto alla scelta stessa di offrire una definizione di contratto quale che sia, sia quanto alla scelta di definire il contract come consenso? In particolare, poi, la ricerca intende indagare il significato del nuovo valore riconosciuto dal Draft alla promessa unilaterale, rispetto al processo di formazione del contratto. Ci si propone di verificare, più precisamente, se il DCFR abbia definitivamente spostato l’asse della definizione del contratto verso l’idea del negozio a formazione necessariamente bilaterale, anche quando il contratto imponga obblighi o oneri a una sola delle parti, facendo così propria l’impostazione di area tedesca: negozio giuridico, contratto necessariamente bilaterale, atto giuridico unilaterale, e se, d’altra parte, con lo sguardo volto ai recenti progetti di riforma francesi, la tradizionale definizione del contratto come convenzione anche unilaterale intenda resistere al vento europeo. La ricerca si concentrerà inoltre sullo studio del ruolo che, sia in Italia che in Francia, l’affidamento ricopre nelle promesse unilaterali vincolanti, argomento di particolare interesse nella prospettiva di armonizzazione europea anche del nostro diritto dei contratti.