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L’odio razziale nell’italia di oggi

Il massiccio movimento di persone che si spostano incessantemente sulla Terra per i più disparati motivi, unitamente al forte sviluppo della comunicazione mass-mediatica su scala globale, sono alla base di un mutamento profondo. La proliferazione di immagini identitarie crea un sistema di differenze non omogeneizzabili all’interno dei confini dello Stato nazionale. Così, da un lato, le comunità più piccole corrono il rischio di diventare énclaves protette, a metà tra ghetti (chinatown) e fortezze (gated communities); dall’altro lato, la comunicazione di massa su scala globale rende possibili i contatti tra gruppi di persone anche molto lontani geograficamente, costituendo quelle “sfere pubbliche diasporiche” che hanno la possibilità – anche in virtù della loro de-localizzazione – di mobilitare le rispettive differenze culturali a vantaggio di un’identità di gruppo “costruita” ad hoc (per esempio quelle dei latinos, dei fondamentalisti islamici e dei cittadini cosmopoliti). “Multiculturalismo” è la risposta filosofico-politica elaborata, a partire dagli anni Sessanta, per coniugare il rispetto delle differenze culturali con l’universalismo giuridico, e per integrare il pluralismo all’interno della tradizione culturale politica liberale. Questo auspicabile passaggio da società frammentate a società multiculturali ha dovuto e deve fare i conti, però, con il sentimento di mixofobia che si è diffuso e continua a espandersi in modo virale, a tal punto da metterlo a repentaglio. Paura, disgusto e odio sono sentimenti sociali che circolano nelle società contemporanee e convergono su categorie di persone, create soprattutto in funzione della loro “diversità”; in tale prospettiva i fatti di cronaca segnano il riemergere di discriminazioni e violenze a sfondo etnico e razziale. La ricerca “L’odio razziale nell’Italia di oggi” si pone l’obiettivo di descrivere il riaffiorare del sentimento dell’odio razziale e di episodi di violenza individuale e collettiva ad esso collegati attraverso: a) l’analisi della letteratura specialistica sull’argomento; b) la rilevazione e l’approfondimento di situazioni, di prassi istituzionali e di politiche orientate dalla mixofobia; c) la comparazione con studi analoghi svolti in alcuni Paesi occidentali (Francia e Stati Uniti).