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Modelli sanzionatori nel diritto penale dell’economia

I numerosi interventi legislativi di questi ultimi anni, aventi ad oggetto gli illeciti commessi nell’ambito dell’attività d’impresa, impongono di interrogarsi sulla razionalità complessiva del sistema sanzionatorio. Ci troviamo in presenza di modelli sanzionatori del tutto nuovi – si pensi alla responsabilità amministrativa dipendente da reato per gli enti collettivi –, che coesistono con modelli di repressione penale ispirati a logiche e finalità diverse – ne è un esempio l’esasperato rigore della materia penale-fallimentare – e con ambiti nei quali la risposta penale, a causa del succedersi di riforme non sempre organiche, è carente di razionalità e di efficacia – come nel caso della tormentata riforma dei reati societari.

La ricerca mira ad una ricognizione delle differenti, e non omogenee, scelte legislative nei vari settori del diritto penale dell’economia, prendendo le mosse dai classici campi di intervento, come quello fallimentare o societario, fino ad arrivare alle riforme ed innovazioni più recenti. Lo studio vuole essere una riflessione sul ruolo del diritto penale in campo economico, per verificare quanto il ricorso ai diversi tipi di sanzioni – penali o amministrative – sia funzionale agli scopi di tutela e di efficienza dell’agire economico. A questo fine, l’analisi dovrà tendere verso due direzioni principali: la ricerca di una maggiore organicità del sistema sanzionatorio nel suo complesso, evidenziando eventuali contraddizioni e lacune oggi esistenti, e la selezione dei modelli che, più di altri, si sono rivelati capaci di fornire risposte efficaci.